Archivio mensile:settembre 2013

Violenze sessuali vittime mai più sole

di Luana de Francisco   tratto dal  Messaggero Veneto

Dal 18 settembre operativo il protocollo tra enti, forze dell’ordine e scuole. L’ex consigliera della Provincia di Udine, Schiratti: ora servono finanziamenti e alloggi

UDINE. Picchiate e maltrattate per anni nel cupo silenzio delle quattro mura domestiche. E poi? Poi un bel niente, se non hanno i soldi per ribellarsi e denunciare il proprio carnefice, marito o compagno che sia. Perchè senza una rete di protezione in grado di garantire loro un’occupazione e un alloggio dai quali ripartire con rinnovata fiducia, le donne continueranno a tacere le violenze subìte e l’odioso femminicidio a mietere vittime in ogni angolo di paese. Il progetto elaborato nei mesi scorsi da una task force formata da enti e istituzioni della provincia di Udine impegnati nella tutela delle donne e dei minori punta anche a questo: aumentare le risorse e, eliminati i “tempi morti”, debellare una volta per tutte il fenomeno.

Obiettivo ambizioso, ma non impossibile secondo l’ex consigliere provinciale Paola Schiratti. Che, preso a modello l’esempio vincente di alcune associazioni inglesi, ha indicato nel 18 settembre – quando il protocollo d’intesa sarà sottoscritto alla presenza del prefetto Ivo Salemme – il varo di una gestione finalmente unitaria della lotta alle violenze sulle donne e sui bambini. Della “cordata” fanno parte il Comune e la Provincia, la Procura, l’Ordine degli avvocati e il tribunale dei minori, l’Azienda sanitaria “Medio Friuli” e quella ospedaliero-universitaria “Santa Maria della Misericordia” e il Centro di orientamento scolastico. Tutti “in rete” per «prevenire, tutelare e punire» attraverso azioni coordinate e con il coinvolgimento di realtà nuove, come il mondo della scuola e dell’università, appunto.

«Il fenomeno si può sconfiggere – afferma Schiratti -, ma per farlo servono anche personale preparato e maggiori finanziamenti. Nè una cosa può prescindere dall’altra. A chiedere corsi di formazione specifica sono le stesse forze dell’ordine. Per offrire un aiuto efficace alle donne, però, c’è bisogno di soldi. Gli 870 mila euro attualmente stanziati dalla Regione in un anno per le quattro province equivalgono a quanto servirebbe al solo territorio di Udine. Conti alla mano, le risorse messe a disposizione dai palazzi triestini andrebbero quantomeno triplicate». L’emergenza è sotto gli occhi di tutti. Nella sola giornata di ieri, i telegiornali hanno riferito di due nuovi omicidi – ad Avola e a Trento – e anche in Friuli la media si sta alzando con ritmi allarmanti. I casi più recenti, denunce per stalking a parte, portano a Basiliano (dicembre 2012), Attimis (marzo 2013) e San Giovanni al Natisone (giugno 2013): due delle tre vittime erano anche mamme. Così come lo era la donna strangolata nella primavera del 2010, a Feletto Umberto, dal marito.

«Il problema, molte volte, deriva anche dal ritardo della denuncia – spiega Schiratti -. Può succedere che una donna, per quanto vessata, decida di romperere il muro del silenzio soltanto dopo dieci anni di angherie». Perchè, oltre al coraggio, serve anche la libertà che soltanto una sicurezza economica può dare. «Dopo la denuncia – continua l’ex consigliere provinciale -, molte di loro si sono ritrovate senza più un tetto, nè un lavoro. Sono persone fragili e che dobbiamo proteggere e aiutare a sistemarsi e mantenersi. Una soluzione, almeno per quel che riguarda la questione degli alloggi, potrebbe arrivare dal coinvolgimento dell’Ater. Per non parlare – conclude – delle conseguenze traumatiche che le liti o, peggio ancora, le tragedie familiari finiscono per lasciare sui figli». Intanto, a offrire un rifugio protetto è il Comune, attraverso Zero tolerance. Mentre a parlare ai ragazzi delle scuole saranno i formatori dell’ateneo friulano, in un ciclo di conferenze sul bullismo e le discriminazioni di genere. «Il programma di massima è già stato predisposto – dice ancora Schiratti -: si partirà dalle quarte e quinte classi del Malignani. Anche in questo caso, però, resta l’incognita dei finanziamenti: senza, sarà difficile passare dalle parole ai fatti».

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