Martignacco vuole salvare il parco

Siamo felici di poter pubblicare  la lettera di Sara Buraschi, membro del nostro direttivo che ringrazia l’arch. Bosa che ha portato a conoscenza, in occasione della nostra inizitiva “Parchi e giardini storici” di settembre, lo stato di abbandono in cui versa uno dei patrimoni del nostro territorio e cioè il parco di villa Maraini. Qui sotto trovate invece l’articolo del Messaggero Veneto dove l’amministrazione preso atto delle condizioni in cui versa il parco si stà muovendo per tentare di risolvere la questione.

dal Messaggero Veneto del 02/11/13

 MARTIGNACCO. È stato fatto il primo passo verso il possibile recupero del parco monumentale di fine Ottocento, che si trova in stato di completo abbandono da anni nell’area da sud-est del quartiere fieristico fino al confine con il Cormôr e il Ledra.

Si tratta di un giardino con 298 piante di pregio, catalogate di 21 generi differenti con esemplari di oltre 100 anni di età, che sorge su quella che fu la pertinenza del Cotonificio Cormôr e in parte ricadente in un’Area di rilevante interesse ambientale (Aria).

A lanciare l’allarme sulle condizioni in cui versano le centinaia di piante, alcune rarissime a queste latitudini se non uniche, era stata l’amministrazione comunale di Martignacco per voce del sindaco Zanor e del vicesindaco e assessore all’ambiente, Venuti. «Stiamo rischiando di perdere un patrimonio del nostro territorio e della nostra storia – avevano dichiarato gli amministratori -, così come Comune abbiamo il dovere di cercare di fermare il degrado e di cercare una strada per riqualificarlo». E per farlo, è stato convocato un incontro, che si è svolto martedì sera a Villa Ermacora, con tutti i soggetti interessati,al termine del quale ha espresso uan cauta soddisfazione: «È stata ribadita la necessità di intervenire – ha spiegato Zanor – in maniera urgente da tutti i presenti, e questo lascia ben sperare. Contiamo di raggiungere un risultato concreto in breve tempo. Ora bisogna trovare una strada univoca per centrare l’obiettivo, che dev’essere quello della salvaguardia del valore naturalistico soprattutto del parco».

A complicare la situazione, anche questa volta,si sono messi i blocchi del patto di stabilità, perché la Provincia in realtà aveva già addirittura appaltato e assegnato i lavori di riqualificazione della zona, ma non ha potuto darvi esecuzione, come spiega anche il vicesindaco Venuti: «Purtroppo, è tutto fermo. La volontà in primo luogo della nostra amministrazione e anche di chi si è riunito martedì per discuterne è quella di trovare una soluzione al problema. Se sarà riconosciuta l’emergenza, potremo accorciare i tempi di intervento». A spingere per questa ipotesi soprattutto la probabilità dell’innesco di incendi nella zona del parco, dove la vegetazione sta crescendo pericolosamente incontrollata.

Intanto, i partecipanti all’incontro si sono dati alcuni giorni per approfondire il problema, studiare nel dettaglio la situazione e quindi ritrovarsi, forse già la prossima settimana e decidere i passi da

 

 

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