Corazzieri cittadini onorari di Martignacco

A volte una cerimonia ufficiale si mescola alla festa di popolo. È accaduto così a Martignacco il 3 ottobre scorso, quando il sindaco Marco Zanor ha conferito la cittadinanza onoraria del suo Comune al Reggimento dei Corazzieri.


Una simile onorificenza è stata assegnata ai militari più alti d’Italia solo dalla città di Roma e da quella di Trieste. Come mai Martignacco? “Dal 1° giugno 1915 al 27 ottobre 1917 – ha detto Marco Zanor – i corazzieri erano a Villa Italia nella nostra frazione di Torreano, perchè qui il re Vittorio Emanuele III aveva stanziato il Comando dell’esercito, appena entrati in guerra con l’Impero d’Austria Ungheria”. Per i servizi d’onore, di vigilanza e di sicurezza il re d’Italia aveva al suo fianco lo “Squadrone Carabinieri Guardie del Re”. La forza militare conta all’inizio su 5 ufficiali e 73 tra sottoufficiali e guardie, con al seguito 69 cavalli.

Durante la Grande Guerra molti personaggi storici visitarono il re a Villa Italia, in località Linussa di Torreano. Così fu per Aristide Briand, presidente del Consiglio francese, per il principe Alessandro di Serbia, per il primo ministro inglese lord Herbert Henry Asquith, per il principe di Galles Edoardo d’Inghilterra, col generale Ratcliff. Poi ancora: lo zar del Montenegro Nicola I, mister Page, ambasciatore degli Usa, lo scrittore inglese Rudyard Kipling, il presidente della Repubblica francese Raymond Poincarè, oltre alle delegazioni russa e giapponese.

Alla cerimonia di Villa Italia del 3 ottobre scorso erano presenti tra gli altri, Franco Iacop, presidente del Consiglio regionale, che ha ricordato come “le numerose persone presenti testimonino l’affetto della cittadinanza per i carabinieri”. L’onorevole Pietro Fontanini, presidente della Provincia di Udine ha invece “salutato il corpo militare che accoglie un gran numero di friulani, perché statisticamente siamo tra i più alti d’Italia”.

A farla da padroni della scena c’erano loro, i corazzieri, con il comandante del reggimento, il colonnello Paolo Carra, che ha preso in carico la pergamena manoscritta testimone della cittadinanza onoraria di Martignacco. Poi Franco Bazan, presidente dell’associazione carabinieri, sezione corazzieri, ha ricordato i vari raduni dei congedati dal 1987 in poi. Gianni Nocent, assessore alla Cultura del Comune di Martignacco, ha condotto i lavori del bel pomeriggio, annunciando in chiusura, un breve concerto di marce militari della fanfara della Scuola marescialli e brigadieri dei carabinieri di Firenze che, in serata, si è esibita pure

a Udine sotto la Loggia del Lionello, con grande attenzione degli udinesi. Tra l’altro, si registra che il giorno 4 ottobre, proprio nel capoluogo friulano, sede del rituale raduno del corpo militare, Furio Honsell, sindaco di Udine, ha consegnato il sigillo della città al colonnello Paolo Carra, comandante del reggimento corazzieri. Leonado Gallitelli, comandante generale dell’Arma dei carabinieri ha detto che Udine ha riservato ai corazzieri “un abbraccio superlativo e caloroso”.

Ritornando alla cerimonia di Martignacco, c’è da dire che erano presenti pure: Provvidenza Delfina Raimondo, prefetto di Udine, il generale di corpo d’armata Antonio Ricciardi, comandante interregionale dei carabinieri di Vittorio Veneto, il generale Flavio Garello, comandante della Legione carabinieri Friuli Venezia Giulia, alcuni rappresentanti della polizia, della guardia di finanza, dell’esercito, carabinieri in uniforme, in borghese e in congedo di ogni grado.

Poi a Villa Italia c’era tanto popolo, oltre 200 persone, che hanno cantato l’inno degli italiani, seguendo le note della fanfara. I bambini saltellavano nell’ampio giardino della storica villa, la cui parte più antica risale al XVI secolo, essendo di fondazione dei nobili Zerbin; l’antica dimora è stata messa a disposizione dalla proprietaria attuale, la famiglia Zanuttini. I piccoli dell’oratorio di Madrisio di Fagagna erano presenti in forza, con tanto di educatori e nonni al seguito.
Nel picchetto d’onore dei corazzieri faceva un figurone Diego Busolini, corazziere di Martignacco, ma anche Francesco Madotto, corazziere in congedo, nativo della Val di Resia, era salutato affettuosamente da molti dei presenti. Anche le scuole del paese erano presenti con la bandiera, gli studenti e gli insegnanti. Si è notata poi una delegazione dell’Istituto “B. Stringher” di Udine, che sui conflitti e le tensioni del Novecento ha attivato il progetto di storia intitolato “Il secolo breve in Friuli Venezia Giulia”, cofinanziato dalla Fondazione Crup. L’Università di Udine era rappresentata dal professor Paolo Pascolo, presidente del Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla cultura e la lingua del Friuli, che ricordava come la sua istituzione potrebbe ben “rappresentare in modo neutrale i friulani di qua e quelli di là del confine del 1915, per le scadenze del prossimo anno, quando sarà ricordato il centenario dell’entrata in guerra”. L’anno prossimo sarà anche l’anniversario dei duecento anni dell’Arma dei carabinieri.
Molto seguita, al piano terra di Villa Italia, è stata la mostra “Martignacco e la Grande Guerra. La fame e la sete”, 30 settembre – 5 ottobre 2014, con reperti originali del conflitto, per l’organizzazione del Circolo Culturale Beato Bertrando, assieme ai Comuni di Fagagna e di Moruzzo.

tratto da info.fvg.it di Elio Varutti

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Martignacco e la Grande Guerra

Cari amici nel centenario della prima Guerra Mondiale non potevamo non partecipare anche noi con il nostro piccolo contributo. Martignacco dove ha sede il circolo è stata per tre anni la sede operativa del Re Vittorio Emanuele che risiedeva con il proprio stato maggiore a Villa Italia. Non poteva quindi che essere la stessa villa lo scenario ideale per la mostra che stiamo allestendo a cavallo tra settembre e ottobre. Non solo una mostra ma un’intera settimana densa di appuntamenti con l’arte ed il ricordo. Nel nostro stile, abbiamo cercato di dare uno sguardo a quei terribili anni dalla parte di chi la guerra la subì sia con l’uniforme che da civile da qui il titolo della mostra. Tra breve vi daremo il programma completo degli eventi.

la-fame-e-la-sete

Gita al Parco Beato Bertrando in cifre

Nonostante le condizioni climatiche avverse la gita nel parco ha visto di fatto:
1. 68 partecipanti di cui 11 in biclicletta;
2. 43 persone si sono fermate al buffett ricco e abbondante;
3. entusiasmo della delegata dell’associazione della Fibrosi Cistica onlus di Trieste per i € 234,00 raccolti con donazione volontaria;
4. sono avanzate circa una ventina di piante che utilizzeremmo per un prossimo evento;

Un sentito ringraziamento a tutti per la partecipazione!!!

Scopriamo il Parco del Beato Bertrando

Cari amici vi proponiamo una biciclettata di metà maggio con la nostra vicepresidente che in qualità di esperta di scienze ambientali ci condurrà alla scoperta del parco che prende il nome del nostro circolo. Per i più giovani ed ardimentosi il percorso sarà in bicicletta mentre per i più miti sarà a piedi. Nel volantino qui sotto tutti i dettagli. Assieme a noi gli amici della Lega Italiana Fibrosi Cistica. In caso si maltempo l’evento sarà riproposto domenica 25 maggio.Immagine